L’autoguarigione: una grande risorsa innata iscritta in ogni essere vivente. Tutte le persone, bambini adulti e anziani, come tutti gli esseri appartenenti al mondo vegetale ed animale, sono dotati di meccanismi innati di autoguarigione. Succede più spesso di quanto si immagini che la sofferenza che noi sperimentiamo, derivi proprio da un’incapacità, o blocco, di utilizzare questi strumenti interni di autoriparazione che in condizioni ottimali sono in grado nel tempo di riparare non solo le ferite o gli stati di alterazione fisica, ma anche quel disagio e malessere emotivo. A volte quest’incapacità del corpo e della mente di auto curarsi e ripristinare un buon stato di salute psicofisica, viene messa in condizioni di non poter funzionare. Obiettivo della psicoterapia abbinata all’approccio Emdr, quello di ripristinare e riattivare quei processi atti alla salvaguardia della guarigione. L’informazione legata al trauma I ricordi legati a esperienze o accadimenti ad alto contenuto emotivo, che proprio per la loro natura così traumatica, non sempre riescono ad essere rielaborati o, se pensiamo alla metafora dell’apparato digerente, metabolizzati, divenendo fonte di stress. Il trauma interrompe la normale elaborazione dell’informazione che non viene archiviata in modo integrato e quindi non riesce a procedere secondo una rielaborazione adattativa. A livello neurobiologico si assiste ad uno sconvolgimento dell’equilibrio biochimico del sistema di elaborazione del cervello, che causa una patologia neuronale dovuta: – ad una iper-eccitazione in specifiche aree cerebrali -all’interazione massiva di alcuni neurotrasmettitori – un elevato aurosal. L’esperienza traumatica rimane isolata dalle altre informazioni, non integrabile nella memoria semantica, quindi non comprensibile, senza senso e cristallizzata nel tempo al momento di quando è stata vissuta. Tutto ciò causa uno shock con la conseguente attivazione del corpo che si mobilizza con risposte difensive, la mente si disorganizza con la conseguente perdita di concentrazione – reazioni somatiche allo stress ( freddo, pianto, nausea…) – si attivano meccanismi mentali difensivi quali, negazione, dissociazione – assistiamo ad un’alta risposta emotiva (rabbia, tristezza, paura eccitazione diffusa.)

Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà. L.A. Seneca